Tutti uguali ma le brazellette no. Boh?
24 AGO 20

Questo pomeriggio - Venerdì - a Fahrenheit (radio RAI 3) ho sentito Simona Argentieri (presentava il suo libro A qualcuno piace uguale) che spiegava come secondo lei fosse assurdo identificare un omosessuale solo in base ai suoi gusti sessuali sostenendo, inoltre, la totale uguaglianza fra omo ed eterosessuali. Concordo con lei in tutto. Anzi certe sue affermazioni e tesi, a lume di buon senso, mi sono sembrate addirittura superflue tanto le giudico condivisibili. Dopo una lunga chiacchierata chiude però affermando sdegnata che è intollerabile che si raccontino barzellette sugli omosessuali ed è addirittura vergognoso che a farlo siano gli omosessuali stessi. Ohibò, ma non erano come tutti gli altri? E allora perché posso raccontare una barzelletta su un ciccione e uno scienziato, su un balbuziente e un Papa, su un’insegnante e un ebreo ma non su un gay? A me sembra talmente in contraddizione con tutto quanto ha detto nel corso della trasmissione da farmi dubitare sul fatto che i suoi studi, senz'altro seri ed approfonditi, siano stati svolti per conoscere ed analizzare questo mondo anziché indirizzati volutamente a dimostrare una tesi predefinita da esporre nei suoi libri. Peccato, con quell’ultima intemerata, per quanto mi riguarda, ha perso ogni autorevolezza.